Il Consiglio dei Ministri del 30.7.25 ha approvato lo schema di un decreto legge che inciderà in misura rilevante sulla disciplina penale sostanziale, sulla legislazione complementare e sul codice penale in materia di gestione illecita di rifiuti.
Dalla lettura delle bozze del provvedimento emergono i seguenti punti salienti:
1 – Riorganizzazione della tutela penale in relazione alle condotte di abbandono di rifiuti (inasprimento della sanzione contravvenzionale già prevista ed introduzione di 2 ulteriori ipotesi delittuose). Arricchimento del catalogo dei reati ostativi all’applicazione dell’istituto della particolare tenuità del fatto;
2️ – Trasformazione di alcune contravvenzioni in delitti (es. realizzazione e gestione di discarica abusiva) e previsione di specifiche ipotesi aggravate;
3 – Introduzione dell’arresto in flagranza differita per i più significativi reati ambientali (es. inquinamento ambientale e traffico illecito di rifiuti);
4 – Ampliamento del catalogo dei rifiuti-presupposto della responsabilità dell’ente ai sensi del d.lgs. 231/01;
5️ – Possibilità di disporre la misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende per alcuni reati ambientali.
Tenendo conto dell’art.13 della direttiva (UE) 2024/1203 il Governo ha messo a disposizione degli inquirenti nuovi strumenti investigativi:
– la possibilità di applicare ai reati ambientali la tecnica investigativa speciale delle operazioni sotto copertura;
– la possibilità di avvalersi dei dati contenuti nella Carta nazionale dell’uso del suolo (AGEA) per effettuare valutazioni sulle variazioni morfologiche e chimico-fisiche del suolo.
Grande fermento nella materia anche in attesa dell’attuazione (in base alla legge di delegazione europea 2024 del 13 giugno 2025, n. 91) della direttiva comunitaria sulla tutela penale dell’ambiente.