Il rientro dopo la pausa estiva è un momento strategico per riorganizzare attività, persone e priorità.
È anche l’occasione ideale per verificare il piano formativo aziendale, evitando di concentrare corsi, aggiornamenti e addestramenti negli ultimi mesi dell’anno.
La formazione in materia di salute e sicurezza è disciplinata principalmente dal D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, in particolare dagli articoli 18, 36, 37 e 73, e dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, Rep. atti n. 59/CSR, che individua durata, contenuti minimi e modalità dei percorsi formativi. L’Accordo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025.
Una pianificazione tempestiva permette di tutelare la continuità operativa, distribuire meglio le assenze e assicurare che ogni lavoratore disponga della formazione necessaria per svolgere il proprio ruolo.
Ecco cinque controlli da effettuare a settembre.
- Verificare l’organico e i nuovi inserimenti
Il primo controllo riguarda la composizione dell’organico.
Durante l’estate potrebbero essere avvenute nuove assunzioni, sostituzioni, rientri da periodi di assenza o inserimenti di lavoratori stagionali e temporanei. Per ciascuna persona è necessario verificare:
- la formazione già posseduta;
- la validità e la pertinenza degli attestati;
- i corsi da completare in relazione alla mansione e ai rischi;
- gli eventuali addestramenti da effettuare prima dell’utilizzo di attrezzature o dello svolgimento di attività specifiche.
L’articolo 37, comma 4, del D.Lgs. 81/2008 prevede che la formazione e, ove necessario, l’addestramento specifico siano effettuati in occasione della costituzione del rapporto di lavoro o dell’inizio dell’utilizzazione, nel caso di somministrazione. La formazione deve quindi essere integrata nel processo di inserimento e non trattata come un’attività da rinviare alle scadenze successive.
Collegare la verifica formativa all’onboarding aiuta a evitare ritardi nell’operatività e rende più ordinato l’ingresso delle nuove risorse.
- Controllare eventuali cambi di mansione
Non sono soltanto le nuove assunzioni a generare esigenze formative.
Un trasferimento interno, l’assegnazione di nuove attività, l’utilizzo di attrezzature differenti o un aumento delle responsabilità possono modificare i rischi ai quali il lavoratore è esposto.
È quindi importante confrontare la mansione attuale con quella precedente e verificare se siano necessari:
- integrazioni della formazione;
- nuovi percorsi specifici;
- affiancamenti;
- prove pratiche;
- addestramenti documentati.
Il nuovo Accordo Stato-Regioni precisa inoltre che la formazione resa necessaria dal trasferimento o dal cambiamento di mansione non coincide con il semplice aggiornamento periodico del lavoratore.
La formazione deve essere coerente con le attività effettivamente svolte, non soltanto con la qualifica indicata formalmente.
- Verificare i ruoli della sicurezza
Il rientro di settembre è un buon momento per controllare anche l’assetto organizzativo della sicurezza.
Occorre quindi verificare la presenza, la disponibilità e la formazione delle figure previste dall’organizzazione aziendale, tra cui:
- addetti antincendio;
- addetti al primo soccorso;
- preposti;
- rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;
- responsabili e addetti al servizio di prevenzione e protezione;
- eventuali ulteriori figure richieste dalle attività svolte.
Dimissioni, trasferimenti, assenze prolungate o cambiamenti nei turni possono ridurre la copertura necessaria in alcuni reparti, sedi o fasce orarie.
Il controllo non dovrebbe limitarsi al numero complessivo degli addetti: deve considerare la loro effettiva presenza durante l’attività lavorativa, l’adeguatezza della formazione e gli aggiornamenti previsti per ciascun ruolo.
- Individuare aggiornamenti e addestramenti da programmare
Il quarto passaggio consiste nel costruire un quadro aggiornato delle esigenze e delle scadenze.
È utile distinguere tra:
- formazione iniziale ancora da completare;
- aggiornamenti periodici;
- addestramenti pratici;
- integrazioni dovute a nuovi rischi o cambiamenti organizzativi;
- percorsi già programmati ma non ancora conclusi.
Una verifica del calendario consente di individuare in anticipo le attività necessarie, evitando indisponibilità dei corsi, sovrapposizioni con i periodi di maggiore lavoro o concentrazioni eccessive a fine anno.
L’obiettivo non è soltanto rispettare una data, ma mantenere competenze realmente aggiornate e applicabili nelle attività quotidiane.
- Scegliere modalità e tempi compatibili con l’organizzazione
Una formazione efficace deve essere corretta nei contenuti, ma anche sostenibile per l’azienda.
Prima di definire il calendario è opportuno valutare:
- picchi produttivi;
- turni di lavoro;
- ferie già pianificate;
- disponibilità dei reparti;
- numero e mansioni dei partecipanti;
- necessità di svolgere prove pratiche;
- modalità formative consentite per ciascun percorso.
L’Accordo Stato-Regioni del 2025 disciplina l’utilizzo della formazione in presenza, della videoconferenza sincrona e dell’e-learning nei casi consentiti. La videoconferenza sincrona è equiparata alla presenza fisica, fatta eccezione per i moduli che prevedono un addestramento o una prova pratica, che richiedono lo svolgimento delle attività operative previste. Chiamaci per verificare le corrette modalità.
Distribuire la formazione su più mesi riduce l’impatto delle assenze e facilita la partecipazione dei lavoratori. Per le aziende con più sedi o personale organizzato su turni può essere utile suddividere le sessioni, creare gruppi omogenei o programmare interventi direttamente presso le sedi aziendali.
Dalla gestione delle scadenze alla pianificazione HR
Il piano formativo non dovrebbe essere considerato un semplice elenco di corsi da completare.
È uno strumento che coinvolge sicurezza, organizzazione del lavoro, gestione delle competenze e continuità operativa. Per questo è utile integrarlo nella pianificazione HR e aggiornarlo ogni volta che cambiano persone, mansioni, responsabilità, attrezzature o processi.
Effettuare questi cinque controlli al rientro di settembre permette di trasformare gli obblighi formativi in un calendario gestibile, riducendo le urgenze e distribuendo meglio l’impegno durante l’anno.