Preposto non formato e responsabilità per infortunio: il punto della Cassazione

Preposto non formato e responsabilità per infortunio: il punto della Cassazione

Da un lato, il datore di lavoro ha un obbligo pieno e inderogabile di formare sia i lavoratori sia i preposti, a prescindere da formalismi come la nomina scritta o la regolarità del contratto. Se una persona lavora in azienda o svolge di fatto funzioni di coordinamento, deve essere adeguatamente formata. E se un infortunio avviene perché il datore sceglie un preposto inidoneo o non lo forma, la responsabilità può ricadere direttamente su di lui.

Dall’altro lato, però, il fatto di non essere stato formato dal datore di lavoro, non salva automaticamente il preposto. Quando chi coordina il lavoro altrui:

  • assegna mansioni pericolose a chi non è formato,
  • tollera l’uso di macchinari privi di sicurezze,
  • coinvolge i sottoposti in attività rischiose senza le dovute cautele,

può essere comunque ritenuto responsabile, perché esercita una posizione di garanzia nei confronti dei lavoratori.

In pratica, il sistema funziona così:

  • il datore di lavoro è chiamato a scegliere preposti idonei e formarli seriamente;
  • il preposto, a sua volta, non può nascondersi dietro la mancanza formazione se, nei fatti, dirige persone e prende decisioni che incidono sulla loro sicurezza.

La conclusione è chiara: la sicurezza non si esaurisce in nomine e carte, ma passa attraverso formazione reale, comportamenti concreti e assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti.

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